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Capitolo 4. Uso dei dischi e di altre memorie di massa

"On a clear disk you can seek forever. "(Battuta intraducibile)

Quando si installa o si aggiorna un sistema, si lavora molto sui dischi: bisogna crearvi dei filesystem in modo da poterci memorizzare dei file e riservare spazio per le varie parti del sistema.

Questo capitolo spiega tutte queste attività iniziali. Di solito, una volta impostato il sistema, non dovrete ripetere queste operazioni, tranne che per i floppy: dovrete ritornare a questo capitolo per aggiungere un nuovo disco o per rifinire l'utilizzo di quelli che avete.

I compiti di base nell'amministrazione dei dischi sono:

  • La formattazione, che fa diverse cose per preparare il disco all'uso, come controllare se ci sono settori danneggiati (oggigiorno non è necessario formattare la maggior parte degli hard disk).

  • Il partizionamento, se volete usare il disco per attività diverse che non devono interferire l'una con l'altra. Dovete ripartizionare se volete usare diversi sistemi operativi sullo stesso disco, o se volete tenere i file degli utenti separati da quelli di sistema, cosa che aiuta a proteggere questi ultimi e semplifica i backup.

  • La creazione di un filesystem (di tipo adatto) su ciascun disco o partizione. I dischi non risultano a Linux finché non ci create un filesystem: a quel punto potete memorizzarci file ed accedere a quelli presenti.

  • Il montaggio (mount) di diversi filesystem per formare una singola struttura ad albero, sia automaticamente che manualmente, a seconda delle circostanze (dovete smontare a mano i filesystem montati manualmente).

Il Capitolo 5 contiene informazioni sulla memoria virtuale e sulla cache del disco, di cui dovete essere coscienti quando usate i dischi.

Due tipi di dispositivi

UNIX, e quindi Linux, riconosce due tipi diversi di dispositivi: quelli a blocchi ad accesso casuale (come i dischi) e quelli a carattere (come i nastri e le linee seriali), alcuni dei quali sono seriali, altri ad accesso casuale. Ogni dispositivo supportato viene rappresentato nel filesystem come un file di device. Quando si legge o si scrive un file di device, i dati provengono o vanno al dispositivo che esso rappresenta; in questo modo per accedere ai dispositivi non è necessario nessun programma speciale (e nessuna metodologia speciale per la programmazione delle applicazioni, come la cattura degli interrupt o il mandare richieste ad una porta seriale); ad esempio, per mandare un file alla stampante, basta dire

$ cat nomefile > /dev/lp1
$
ed il contenuto del file viene stampato (il file deve, naturalmente, essere in una forma riconoscibile dalla stampante). Comunque, dato che non è una buona idea avere diverse persone che inviano file usando cat contemporaneamente alla stampante, di solito si usa un programma speciale per farlo (normalmente lpr); un programma del genere si assicura che venga stampato solo un file alla volta e manderà gli altri in stampa in sequenza a mano a mano che la stampante ne finisce uno. Anche per la maggior parte degli altri dispositivi serve una cosa del genere; in effetti, in genere non ci si deve preoccupare per niente di questo tipo di file.

Dato che i dispositivi appaiono come file nel filesystem (nella directory /dev), è facile vedere quali file di device esistono usando ls o un altro comando adatto. Nell'output di ls -l la prima colonna contiene il tipo di file ed i suoi permessi. Ad esempio, per un dispositivo seriale sul mio sistema appare:

$ ls -l /dev/cua0
crw-rw-rw-   1 root     uucp       5,  64 Nov 30  1993 /dev/cua0
$
Il primo carattere della prima colonna, ad esempio `c' in crw-rw-rw- qui sopra, indica agli utenti informati il tipo del file, in questo caso un dispositivo a caratteri. Per i file ordinari il primo carattere è `-', per le directory è `d', e per i dispositivi a blocchi `b'; leggete la pagina man di ls per altre informazioni.

Notate che di solito tutti i file di device esistono anche se il dispositivo corrispondente può non essere installato, quindi se avete un file /dev/sda, non è detto che abbiate realmente un hard disk SCSI. Avere tutti i file di device rende più semplici i programmi di installazione e semplifica l'aggiunta di nuovo hardware (non c'è bisogno di trovare i parametri corretti e creare il file di device per il nuovo dispositivo).

 
 
 
 
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