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EXPORTSSection: Linux System Administration (5)Updated: 11 agosto 1997 Index Return to Main Contents NOMEexports - file system NFS che sono esportatiSINTASSI/etc/exportsDESCRIZIONEIl file /etc/exports fa da elenco per il controllo dell'accesso per file system che possono essere esportati a clienti NFS. È usato sia dal demone per il mount NFS, mountd(8) che dal demone di file server NFS nfsd(8).Il formato del file è simile a quello del file exports di SunOS, tranne per il fatto che sono permesse diverse opzioni addizionali. Ogni riga contiene un mount point e una lista di macchine o gruppi di rete (netgroup) autorizzati a montare il file system in quel posto. Ogni nome di macchina può essere seguito da una lista opzionale, tra parentesi, di parametri per mount. Le righe vuote sono ignorate, e un # introduce un commento fino alla fine della riga. Le voci possono essere continuate su più righe usando un backslash. Formato dei nomi delle macchineI clienti NFS possono essere specificati in più modi:
Il percorso della radice pubblica può essere specificato anche invocando nfsd con l'opzione --public-root. Specifiche ripetute della radice pubblica vengono ignorate. Opzioni Generalimountd e nfsd comprendono le seguenti opzioni d'esportazione:
Correlazione degli identificativi utentenfsd basa il suo controllo d'accesso ai file del server sull'uid e il gid forniti in ognuna delle richieste RPC di NFS. Il comportamento normale che un utente si aspetterebbe è di poter accedere a sui file nel server proprio come farebbe in un normale file system. Ciò richiede che siano usati gli stessi uid e i gid sul cliente e sul server. Ciò non sempre è vero, per quanto sia sempre preferibile. Molto spesso, non è desiderabile che l'utente root del cliente sia trattato come root anche quando accede ai file nel server NFS. A questo scopo, l'uid 0 è normalmente trasformato in un identificativo differente: il cosiddetto uid anonimo (anonymous) o nobody (nessuno). Questo è il modo di operare (detto «root squashing»=«schiacciamento di root») predefinito, e può essere disabilitato con no_root_squash. Di default, nfsd prova a ottenere l'uid e il gid anonimi ricercando all'avvio l'utente nobody nel file delle password. Se non lo trova, sono allora usati un uid e un gid pari a -2 (cioè 65534). Questi valori possono essere ridefiniti dalle opzioni anonuid e anongid. Oltre a questo, nfsd permette comunque di specificare gli uid e i gid ai quali dovrebbe corrispondere l'utente nobody. Inoltre si possono mappare tutte le richieste degli utenti all'uid anonimo specificando l'opzione all_squash. A beneficio delle installazioni in cui gli uid differiscono tra macchine diverse, nfsd fornisce più metodi per correlare dinamicamente gli uid del server con gli uid del cliente e viceversa: file di correlazione statica, correlazione basata su NIS e correlazione basata su ugidd. La correlazione basata su ugidd è avviata dall'opzione map_daemon, ed usa il protocollo RPC UGID. Perché funzioni, si deve avviare nel cliente il demone di correlazione ugidd(8). Questo è il meno sicuro dei tre metodi, poiché grazie a ugidd ognuno può richiedere al cliente un elenco dei nomi utente validi. Ci si può proteggere da questo rischio restringendo l'accesso a ugidd ai soli nodi validi: basta inserire l'elenco dei nodi validi in hosts.allow o (quelli invalidi) in hosts.deny; il nome del servizio è ugidd. Si veda hosts_access (5) per una descrizione della sintassi dei questi file. La correlazione statica si attiva con l'opzione map_static, che prende come argomento il nome di un file che descrive la correlazione. La correlazione basata su NIS richiede al server NIS del cliente di mettere in relazione i nomi utente e gruppo sul server con quelli sul cliente. Ecco qui una lista completa delle opzioni di correlazione:
ESEMPIO
# campione di /etc/exports / capo(rw) fiducioso(rw,no_root_squash) /progetti prog*.dominio.locale(rw) /usr *.dominio.locale(ro) @fiducioso(rw) /home/vasco pc001(rw,all_squash,anonuid=150,anongid=100) /pub (ro,insecure,all_squash) /pub/privato (noaccess) La prima riga esporta l'intero filesystem alle macchine capo e fiducioso. In aggiunta all'accesso in scrittura, è disabilitato l'uid squashing per fiducioso. La seconda e terza voce mostrano esempi di metacaratteri per nomi di nodi e gruppi (la voce `@fiducioso). La quarta riga mostra la voce per un cliente PC/NFS di cui si è parlato prima. La quinta riga esporta la directory FTP pubblica ad ogni nodo sul pianeta, eseguendo tutte le richieste sotto l'account nobody. L'opzione insecure in questa voce permette anche clienti il cui NFS non usi la porta riservata per NFS. L'ultima riga nega l'accesso alla directory privata a tutti i clienti NFS. AVVERTENZEDiversamente da altre implementazioni del server NFS, questo nfsd permette di esportare verso lo stesso nodo una directory ed una sua sottodirectory, per esempio /usr e /usr/X11R6. In questo caso, sono applicate le opzioni di mount della voce più specifica. Per esempio, quando un utente accede nel cliente ad un file in /usr/X11R6, sono applicate le opzioni di mount date nella voce relativa a /usr/X11R6. Questo vale anche quando quest'ultima è data da un metacarattere o un gruppo di rete.FILE/etc/exportsDIAGNOSTICAOgni errore nell'analisi del file, riscontrato durante l'avvio di nfsd(8) oppure mountd(8), viene segnalato tramite syslogd(8) al livello NOTICE in provenienza da un DEMONE. Qualsiasi nodo sconosciuto è segnalato in questo momento, ma spesso non tutti i nodi sono già noti a named(8) al momento dell'avvio, quindi vengono segnalati, con gli stessi parametri di syslogd(8), non appena trovati.VEDERE ANCHEmountd(8), nfsd(8)
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